Il lago è tradizionalmente associato ad un ambiente placido e raccolto, dove le acque sono relativamente placide e la visione costante della terraferma donano un senso di tranquillità. Ma
quanto più il lago è grande, più cominciano a manifestarsi moti ondosi e si finisce per perdere di vista il profilo costiero. Pensate adesso qual è il lago più esteso del mondo e immaginate di ritrovarvi sulle sue rive…
Il lago più esteso del mondo è il mar Caspio, che con i suoi
371.000 km² di superficie è il più vasto bacino chiuso del pianeta. Già l’appellativo di “mare” al posto di “lago” mette su un piano di comparazione più elevato le dimensioni del Caspio, sul quale affacciano ben cinque Stati: l’Azerbaigian, l’Iran, il Kazakistan, la Russia ed il Turkmenistan.
Situato in una depressione terrestre di circa trenta metri, il mar Caspio è nato dalla frammentazione dell’antico oceano Tetide, massa d’acqua preistorica che la deriva dei continenti ha isolato in bacini separati (tra cui il mar Nero e l’ormai prosciugato lago d’Aral).
A differenza di quelle degli altri laghi, le acque del mar Caspio presentano un
lieve indice medio di salinità che va più o meno concentrandosi in punti diversi della sua enorme superficie.
Un tasso particolarmente elevato si ritrova nel
Kara-Bogaz-Gol, un’ampia laguna collegata allo specchio d’acqua principale e soggetta a notevoli oscillazioni di livello dovute alla forte evaporazione.
Più diluita invece la salinità
nell’area nord del Caspio, grazie all’afflusso d’acqua dolce di due grandi immissari fluviali: il Volga (il più lungo fiume d’Europa) e l’Ural.
Il mar Caspio continua a configurarsi come un prezioso
serbatoio di risorse naturali per tutta l’Asia centrale. Oltre all’estrazione del sale, alla pesca e all’utilizzo delle sue acque per l’irrigazione, nei fondali del mar Caspio sono custoditi giacimenti di metano e idrocarburi.
Inoltre il lago rappresenta
una comoda via d’acqua per le comunicazioni interne tra gli Stati che vi si affacciano ed è il fulcro di un sistema di canali di navigazione che collegano questa zona continentale interna al mar Bianco, al mar Baltico ed al mar Nero (e di conseguenza al Mediterraneo).
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