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Vediamo quali sono le modalità con cui viene scelto il Presidente del Consiglio, che avrà il compito di guidare il Governo della Repubblica, esaminando il ruolo del Presidente della Repubblica e del Parlamento.



Chi sarà il prossimo Presidente del Consiglio?



Il Presidente del Consiglio dei ministri è il capo del Governo della Repubblica, il massimo vertice del potere esecutivo dello Stato. Secondo la Costituzione Italiana, il Presidente del Consiglio dirige la politica generale del Governo e ne è responsabile, promuovendo e coordinando le attività dei Ministri, mantenendo in tal modo l’unità di indirizzo politico e amministrativo.

L’elezione del Presidente del Consiglio non consegue direttamente dal risultato delle elezioni politiche nazionali, ma viene nominato dal Presidente della Repubblica al termine di una consolidata prassi istituzionale.

Dopo la tornata elettorale, è necessario innanzitutto che si compongano i due rami del Parlamento, con l’insediamento dei nuovi parlamentari e l’elezione dei presidenti della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica.

Il passo successivo è la formazione dei gruppi parlamentari (ogni rappresentante deve aderire obbligatoriamente ad un gruppo) e l’elezione dei rispettivi capigruppo. Il quadro si completa con l’elezione dei vicepresidenti, dei questori e dei segretari all’interno degli uffici di presidenza di ciascuna camera.

Formalizzata questa fase, si apre quella delle consultazioni del Presidente della Repubblica. La suprema carica dello Stato presiede ad una serie di incontri con i capi dei gruppi parlamentari, con i leader di partito, con i presidenti delle camere e con i senatori a vita che sono stati in passato presidenti della Repubblica. Lo scopo di questi incontri è verificare se ci sono le condizioni e a quale persona affidare l’incarico di Presidente del Consiglio, in base alle dichiarazioni di preferenza e di appoggio delle parti politiche.

Terminate le consultazioni, se il capo dello Stato ritiene vi sia qualcuno che con buona probabilità otterrà l’appoggio della maggioranza dei parlamentari, lo nomina Presidente del Consiglio e gli conferisce l’incarico di formare il nuovo Governo, quest’ultimo dovrà presentarsi alle camere per ottenere la fiducia entro dieci giorni dalla nomina.

Nel caso l’esito delle consultazioni sia ancora di rilevante incertezza, il Presidente della Repubblica può affidare un “mandato esplorativo” ad un terzo soggetto super partes (in genere, una carica istituzionale) che dovrà in tempi brevi avviare ulteriori consultazioni per sondare il terreno attorno ad una possibile maggioranza.

Oppure può decidere di affidare un “pre-incarico” affidando il compito delle consultazioni a chi probabilmente ricoprirà l’incarico una volta verificato l’appoggio politico dei gruppi parlamentari.

Se il Governo nominato non dovesse ricevere la fiducia del Parlamento, resterebbe in carica solo per il disbrigo degli affari correnti mentre il Presidente della Repubblica riprenderebbe da capo il giro delle consultazioni.

Nel caso in cui non sia possibile formare un Governo che riceva la fiducia delle Camere, allora il Presidente della Repubblica non può che sciogliere il Parlamento e far andare il Paese a nuove elezioni per ridare la parola agli elettori.


 
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